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IL TATUAGGIO NELLA STORIA E NELLE CULTURE DEL MONDO
In ogni parte del mondo le comunità umane hanno creato tecniche di realizzazione di tatuaggi: gli Inuit usano degli aghi d'osso per far passare attraverso la pelle un filo coperto di fuliggine; nelle zone oceaniche il tatuaggio viene eseguito tramite i denti di un pettine di osso che, fermato all'estremità di una bacchetta e battuto tramite un'altra, fora la pelle introducendo il colore; i giapponesi si servono della tecnica detta 'irezumi' e usano sottili aghi metallici e pigmenti di molti colori; infine, il tatuaggio occidentale viene realizzato con una macchinetta elettrica, cui sono fissati degli aghi in numero vario a seconda dell'effetto desiderato. Il movimento velocissimo della macchinetta permette l'entrata degli aghi nella pelle, i quali depositano il pigmento nel derma.
Altre tipologie di modificazioni corporali molto diffuse sono: il piercing, la scarificazione e il branding branding.
La scarificazione consiste nel creare cicatrici secondo un disegno prestabilito incidendo la pelle; quando lo stesso risultato si ottiene per bruciatura si parla di branding

Il tatuaggio (o tattoo, dall'antica parola polinesiana tattau) e tutte le pratiche di modificazione permanente (piercing, scarificazione e branding) sono e sono state impiegate per tre scopi principali: funzione ornamentale; funzione terapeutica e/o preventiva (soprattutto nelle più antiche culture); marchio di appartenenza ad un’etnia, ad uno status sociale (incluso quello di schiavo o prigioniero), ad un genere sessuale, etc.
Spesso, questo tipo di modificazioni rappresentano un vero e proprio rito di passaggio, ad esempio all'età adulta.
La storia del tatuaggio inizia con la storia dell'uomo.
Già in epoca preistorica (uomo di Cro-Magnon, 35000 – 10000 a.C., e Neolitico, VIII – IV millennio a.C.), grazie ad alcuni ritrovamenti di statuette con segni geometrici sul corpo, si suppone che gli uomini, dotati dell'abilità di ricavare colori da minerali e vegetali, utilizzassero strumenti appuntiti per realizzare segni permanenti sul corpo.
La prima testimonianza concreta dell'ampio utilizzo di tatuaggi in Europa da parte dell'uomo si ha con Oetzi, la mummia trovata nel 1991 sulle Alpi italiane e databile al IV millennio a.C. e con l'uomo di Pazyryk, mummia ritrovata in Siberia e databile tra il V e il IV secolo che reca brellissimi disegni di animali, reali (tigri, leopardi, cavalli, arieti selvatici, cervidi, talvolta combinati in scene di caccia) e fantastici, tatuati con grande maestria su spalle, braccia e gambe.
Tra le civiltà antiche in cui si sviluppò il tatuaggio ci fu l'Egitto dei faraoni, le popolazioni balcaniche, medio orientali e, probabilmente, nordiche, visto che nella concezione estetica greco – romana la trasformazione volontaria di parti del fisico è in contrasto con la bellezza semplice e nuda del corpo umano. Il tatuaggio, o simili segni permanenti come la marchiatura a fuoco, vengono dunque applicati principalmente su schiavi e prigionieri di guerra. Con l'avvento del cristianesimo i disegni indelebili sulla pelle furono definitivamente vietati.
Il tatuaggio diventa allora segno di infamia o, nel migliore dei casi, di barbarie. Per molti anni (e spesso anche nell'era moderna), nell'immaginario collettivo le modificazioni corporali, soprattutto permanenti, sono strettamente legate - con sfumature ora positive ora negative- all’idea dell’ancestrale, del selvaggio, del primitivo.
Il fascino di questa meravigliosa forma di arte viene riscoperto solo nell'epoca delle avventurose navigazioni verso oriente, grazie al contatto con le popolazioni oceaniche e all'apertura mentale di marinai coraggiosi come James Cook.

IL TATUAGGIO ESTETICO E RICOSTRUTTIVO
Il tatuaggio estetico-ricostrutivo è di enorme supporto in numerose situazioni, come ad esempio in presenza di cicatrici e smagliature o caso di ricostruzioni di parti del corpo mancanti o imperfette (dalle sopracciglia all'areola del capezzolo). A supporto di questo tipo di intervento c'è anche il fattore psicologico: il tatuaggio viene infatti ben accettato dai pazienti e non più correlato ad una eventuale patologia, ma finalizzato al raggiungimento dell'obiettivo meramente estetico, pertanto libero da angosciosi ricordi e paure.

Tom Tattoo è, nell'ambito del tatuaggio estetico e ricostruttivo, uno dei massimi esperti nazionali, con clienti che lo interpellano da tutta Italia. Oltre ad essersi formato nei migliori studi al mondo, ha approfondito questo argomento che unisce la sua prima passione, la medicina, con l'arte del tatuaggio, trasportando nel suo lavoro tutte le conoscenze acquisite in tre anni di Università. Grazie all'enorme esperienza acquisita e la grande perizia nel suo lavoro, Tommaso collabora con numerosi studi medici e diversi chirurghi estetici in Italia.

Gli interventi di tatuaggio estetico e ricostruttivo che Tom effettua nel suo studio di Ancona sono molteplici.

Contorno labbra: si effettua, a livello estetico, ricostruttivo o correttivo, un contorno delle labbra con parziale riempimento delle stesse per ottenere il massimo effetto naturale, Non si tratta dunque di tatuare una linea di contorno, ma di riempire buona parte della superficie delle labbra. Generalmente, a meno di una specifica richiesta del cliente, vengono utilizzate tonalità di colore neutre e di un tono più scuro di quello naturale delle labbra da tatuare, per far risaltare il lavoro compiuto.

Sopracciglia: dopo aver valutato la forma del viso, il colore naturale della pelle e dei capelli e i desideri del cliente, si disegna il profilo delle sopracciglia da tatuare e successivamente si procede con la realizzazione di piccoli peli entro il perimetro precedentemente delineato in modo da ottenere un effetto naturale. Questo tipo di tatuaggio, oltre che estetico, è ricostruttivo o correttivo in caso di perdita totale o parziale del sopracciglio, sia per questioni meccaniche e sia per cause patologiche, come nel caso di alopecia.

Copertura o camuffamento di cicatrici e smagliature: si tratta di interventi che vengono condotti su persone che hanno subito un qualche trauma a livello epidermico (operazioni, incidenti, eccessiva acquisizione o perdita di peso, etc) e che dunque hanno soprattutto lo scopo di reintegrare l'aspetto della persona, fornendo alla stessa un forte supporto psicologico. Il tatuaggio che si va ad eseguire in questi casi è comunque un tatuaggio artistico che però viene eseguito sulla parte da correggere.
Il tatuaggio può nascondere o camuffare la cicatrice, a seconda della scelta del disegno: un soggetto molto complesso, articolato, esteso e a colori ha la possibilità di coprire completamente una cicatrice di medie dimensioni, anche se occorre valutare se si è in grado di portare “naturalmente” un tatuaggio di questo tipo. Nel caso di un soggetto più sottile e meno “coprente”, il tatuaggio ha comunque lo scopo di nascondere la presenza di una cicatrice, portando l'attenzione dell'osservatore da questa al tatuaggio stesso. In alcuni casi, come negli interventi di mastoadditiva o di mastoriduttiva, con l'apporto del tatuaggio è possibile nascondere la cicatrice che si forma sull'areola del capezzolo, con un piccolo intervento di pigmentazione e fornire alla parte un aspetto naturale ed omogeneo.

Normalmente, le cicatrici per poter essere tatuate devono avere circa due anni, per poter garantire una buona maturazione della pelle e dunque un'ottima riuscita del lavoro. Si consiglia sempre di far preventivamente vedere al tatuatore la parte da tatuare (personalmente o con immagini fotografiche accurate via email) in modo da valutare correttamente il lavoro da eseguire.

Ricostruzione dei complesso areola capezzolo: la ricostruzione dei complesso areola capezzolo è parte integrante della ricostruzione dopo mastectomia e ne costituisce solitamente il naturale completamento. Il ripristino del complesso areola capezzolo sulla mammella restituisce la femminilità e completa la soddisfazione della paziente nei confronti della ricostruzione e l'accettazione della nuova immagine corporea che ne è derivata con evidenti vantaggi per l'equilibrio psicologico. Le tecniche per la ricostruzione dei complesso areola capezzolo sono molteplici e prevedono il prelievo di porzioni di tessuto da sedi diverse dell'organismo. Le differenti metodiche vengono discriminate sulla base di valutazioni squisitamente chirurgiche, Sono proprio le problematiche riguardanti la necessaria omogeneità della colorazione ed il notevole coinvolgimento psicologico della paziente nel dover subire l'ulteriore piccolo intervento chirurgico, i punti di forza di una tecnica alternativa che negli ultimi anni si è sviluppata notevolmente: il tatuaggio. E' questa una metodica che se eseguita da mani esperte e competenti, garantisce risultati estetici tali da farla preferire al protocollo chirurgico. In base alle proprie conoscenze e soprattutto sfruttando l'esperienza acquisita, è il tatuatore che riesce ad ottenere un effetto cromatico estremamente naturale. Sono proprio le capacità dell'esecutore che permettono di valutare e di prevedere gli effetti estetici definitivi del tatuaggio. E' infatti necessario valutare le percentuali dei vari colori da miscelare, in funzione della capacità di penetrazione e di reazione con i tessuti proprie di queste sostanze. Proprio la profondità, la penetrazione, la solubilità, la biocompatibilità, l'interazione con l'organismo, sono i fattori responsabili della validità estetica di questa pratica che devono essere sapientemente bilanciati dal tatuatore. Pertanto affidata a mani esperte questa tecnica risulta essere di semplice esecuzione, estremamente valida, e con rischi limitati.

Per approfondire
Il tatuaggio nella chirurgia plastica - Prof. Aldo Bertani
Tatuaggi - Andrea Vanni